Il sito di un installatore fotovoltaico: il simulatore vale più di dieci pagine
Il fotovoltaico è l'unico mestiere edile in cui due numeri inseriti dal cliente producono una risposta che gli interessa davvero. Quasi nessun sito di settore la offre.
Risposta in breve
L'elemento che cambia di più il rendimento del sito di un installatore fotovoltaico è il simulatore: chi inserisce la spesa in bolletta e il tipo di abitazione vede una stima di risparmio e di rientro, e mentre la ottiene vi lascia il consumo — cioè il dato con cui si qualifica un lead prima del sopralluogo. È un vantaggio che questo settore ha e gli altri mestieri edili no, perché altrove nessun calcolo semplice produce un numero altrettanto interessante. Servono poi impianti reali ordinati per tipo di tetto, una pagina su cosa succede dopo l'installazione che risponda all'obiezione «e fra cinque anni?», e dati di produzione veri dai vostri impianti, che sono il contenuto più difficile da copiare che possiate pubblicare.
I consigli generici su un sito che converte valgono anche qui, e li abbiamo raccolti altrove per le imprese edili e per i serramentisti. Questo articolo parla solo di quello che nel fotovoltaico funziona diversamente — e sono quattro cose.
Il simulatore: il vantaggio che solo questo settore ha
Provate a chiedervi quale altro mestiere edile può rispondere a una domanda utile con due dati inseriti dal cliente. Un serramentista non può stimare il costo degli infissi senza sapere quante finestre e di che tipo. Un'impresa di ristrutturazione non può dire nulla di sensato senza vedere l'immobile.
Nel fotovoltaico invece la spesa in bolletta e il tipo di abitazione bastano per produrre una stima di risparmio annuo e di anni di rientro. Non precisa, ma abbastanza per la domanda che il cliente si sta facendo — che non è «quanto costa» ma «ne vale la pena».
Il doppio effetto. Mentre il simulatore risponde, l'utente vi ha lasciato il consumo annuo — che è esattamente il dato che decide se il progetto sta in piedi, e uno dei cinque campi con cui si qualifica un lead prima del sopralluogo. Un modulo «richiedi informazioni» quel dato non lo ottiene mai.
Due avvertenze pratiche. La stima va presentata come stima, con l'intervallo e non con un numero secco: promettere una cifra precisa che poi il sopralluogo smentisce brucia la fiducia proprio nel momento in cui vi serve. E il simulatore non deve chiedere l'email prima di mostrare il risultato: chiederla dopo, per ricevere il calcolo dettagliato, converte meglio e infastidisce meno.
Gli impianti ordinati per tipo di tetto
Tutti i siti di settore hanno una galleria. Quasi nessuno la organizza nel modo in cui il cliente la userebbe.
Chi guarda le vostre foto sta facendo una verifica tecnica prima che estetica: vuole vedere il proprio tetto. Tegole, lamiera, copertura piana, tetto a falde complesse, edificio storico con vincoli. Sono situazioni che richiedono soluzioni diverse, e chi ne ha una particolare vuole sapere se l'avete già affrontata.
Ordinare la galleria per tipologia costa mezza giornata e trasforma una vetrina in uno strumento di valutazione. E vale qui la regola che vale ovunque: impianti vostri, non immagini di repertorio, che si riconoscono e dicono a chi guarda che non avete niente da mostrare.
La pagina che risponde a «e fra cinque anni?»
È l'obiezione più profonda del fotovoltaico, e nasce da una storia vera: anni di vendita porta a porta aggressiva e di aziende sparite dopo l'incasso. Il cliente non ve lo dirà mai così, ma è la domanda che ha in testa mentre legge.
Quasi nessun sito la affronta, e affrontarla è più semplice di quanto sembri. Serve una pagina su cosa succede dopo l'installazione:
- Monitoraggio. Come il cliente vede la produzione, e come ve ne accorgete voi se cala.
- Manutenzione. Cosa è previsto, con quale frequenza, cosa è incluso.
- Garanzie. Quelle dei componenti e la vostra sull'installazione, con chi gestisce la pratica se qualcosa si rompe.
- L'inverter. È il componente che si sostituisce per primo: dire apertamente quando e cosa comporta vale più di qualsiasi rassicurazione.
Parlare di manutenzione sembra controproducente perché ammette che qualcosa possa servire. È l'opposto: il cliente sa già che un impianto ha bisogno di assistenza, e chi non ne parla conferma il sospetto di voler incassare e sparire.
I dati di produzione: il contenuto che nessuno può copiarvi
Questa è la cosa con il miglior rapporto fra sforzo e valore di tutto l'articolo, e quasi nessuno la fa.
Avete un sistema di monitoraggio su decine di impianti. Significa che potete pubblicare una frase che nessun concorrente può scrivere: «questo impianto da 6 kWp installato in zona ha prodotto X kWh nell'ultimo anno». Serve solo il permesso del cliente e due minuti di export.
Ha tre effetti insieme. Risponde alla domanda vera, perché la produzione teorica la trovano ovunque ma quella reale nella loro zona no. Dimostra che gli impianti li seguite, il che rafforza la pagina di cui sopra. E soprattutto è un dato originale: quando un motore di risposta deve citare una fonte su quanto rende il fotovoltaico in una certa zona, preferisce chi ha numeri propri a chi parafrasa le medie nazionali.
Il modulo chiede la bolletta, non «informazioni»
Il modulo standard del settore chiede nome, email, telefono e un campo messaggio. Produce contatti tutti identici, che qualcuno dovrà chiamare uno per uno per scoprire quali hanno senso.
Quattro o cinque campi cambiano tutto: spesa media in bolletta, tipo di proprietà, superficie disponibile, impianto esistente. Sono gli stessi dati che qualificano un lead prima del sopralluogo — ne parliamo in lead generation fotovoltaico — e chiederli sul sito significa che il tecnico arriva già sapendo se il progetto sta in piedi.
Con una regola di equilibrio: ogni campo in più è gente che abbandona. Quattro o cinque, non dieci. E se avete il simulatore, buona parte li avete già raccolti senza chiederli.
E prima di tutto questo, il profilo Google
Vale per il fotovoltaico come per gli altri mestieri: le ricerche che portano impianti sono locali, e per quelle il blocco delle mappe compare sopra i risultati tradizionali. Il profilo si muove in settimane, il posizionamento del sito in mesi.
Non sono alternativi ma sequenziali: il profilo porta la prima occhiata, il sito è dove chi si è incuriosito verifica se sapete gestire il suo tetto. Il dettaglio è in SEO locale per installatori fotovoltaici.
In sintesi
Un simulatore che risponde alla domanda vera e intanto raccoglie il consumo, una galleria ordinata per tipo di tetto, una pagina su cosa succede dopo l'installazione, i dati di produzione reali dei vostri impianti e un modulo che chiede la bolletta invece di «informazioni». Cinque cose, e nessuna richiede di rifare il sito da capo.
Se volete capire quale dei cinque vi manca e quanto vi sta costando, è il lavoro che facciamo sul marketing per installatori fotovoltaici.
Il tuo sito raccoglie il consumo, o solo il nome?
In 30 minuti lo guardiamo come lo guarderebbe qualcuno che sta valutando un impianto, e ti diciamo quali dei cinque elementi mancano e quanto ti stanno costando in sopralluoghi inutili.