Incentivi Fiscali9 min di lettura

Bonus fotovoltaico 2027: cosa cambia e cosa non è ancora deciso

A legislazione vigente le detrazioni scendono dal 1° gennaio, e dal 2028 si dimezza anche il tetto di spesa. Ma la Manovra non è approvata — ed è questa incertezza, spiegata bene, a far firmare entro dicembre.

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Hussem Amor
Co-founder & CEO, Trein Group · Partner HighLevel in Italia · Settembre 2026

Risposta in breve

A legislazione vigente, dal 1° gennaio 2027 la detrazione per gli impianti fotovoltaici residenziali scende dal 50% al 36% sull'abitazione principale e dal 36% al 30% sulle altre unità. Su un impianto da 12.000 € in prima casa significa passare da 6.000 € a 4.320 € di detrazione: 1.680 € in meno, più un anno di bollette pagate per intero. Il tetto di spesa di 96.000 € per unità resta valido fino al 31 dicembre 2027 e scende a 48.000 € dal 2028. I sistemi di accumulo rientrano nella stessa agevolazione, anche su impianti esistenti, con scheda ENEA e IVA al 10%. Le percentuali 2027 non sono definitive: dipendono dalla Legge di Bilancio approvata entro fine dicembre. Per rientrare nelle aliquote 2026 conta il criterio di cassa, cioè la data dell'ordine di bonifico.

Nel fotovoltaico la domanda «conviene aspettare?» ha un peso diverso rispetto ad altri lavori di casa: qui il cliente non sta solo rimandando una spesa, sta rimandando anche un risparmio. Ogni mese di attesa è un mese di bollette pagate per intero. Nel 2026 alla convenienza energetica si somma una scadenza fiscale reale — e un secondo scalino, nel 2028, di cui quasi nessuno parla.

Quali sono le aliquote 2027 a legislazione vigente?

Le detrazioni per il fotovoltaico residenziale seguono la disciplina del recupero del patrimonio edilizio. Questo è il confronto fra le spese sostenute nel 2026 e quelle del 2027, secondo la normativa in vigore oggi:

ImmobileSpese 2026Spese 2027
Abitazione principale50%36%
Altre unità immobiliari36%30%
Tetto di spesa96.000 € per unità96.000 € (48.000 € dal 2028)

La detrazione si recupera in dieci quote annuali di pari importo. Per le aliquote ancora in vigore quest'anno e il dettaglio degli incentivi disponibili, abbiamo una guida dedicata al bonus fotovoltaico 2026.

Cosa significa in euro. Su un impianto da 12.000 € in abitazione principale la detrazione scende da 6.000 € a 4.320 €. Su 20.000 € con accumulo, da 10.000 € a 7.200 €. Al cliente non interessa l'aliquota: interessa quanto rientra, e in quanti anni.

Gli accumuli rientrano? E l'IVA?

Sì, e sono due argomenti di vendita che molti installatori lasciano sul tavolo. I sistemi di accumulo rientrano nella stessa detrazione dell'impianto, e l'agevolazione vale anche quando la batteria viene aggiunta a un impianto già esistente: è un'occasione concreta di ritorno sul parco clienti degli anni scorsi. È richiesto l'invio della scheda descrittiva all'ENEA.

Inoltre, negli interventi di ristrutturazione che comprendono fotovoltaico con accumulo si applica l'IVA agevolata al 10% invece del 22%. Su 20.000 € di impianto sono 2.400 € di differenza, che quasi nessun preventivo evidenzia come voce a sé.

La riduzione è certa?

No. Il 36% e il 30% sono l'esito automatico se non interviene nulla: sono ciò che prevede la norma oggi, non una decisione definitiva. La Legge di Bilancio, discussa in autunno e approvata entro fine dicembre, può confermarli, prorogare le aliquote attuali o modificare lo schema.

Per chi vende impianti la conseguenza è precisa: non si può promettere al cliente il 36% nel 2027, e nemmeno rassicurarlo che resterà il 50%. Quello che si può dire, e che è verificabile, è che chi paga entro dicembre 2026 conosce già la propria aliquota, mentre chi rimanda la scoprirà a fine anno.

Entro quando bisogna pagare per rientrare nel 2026?

Qui sta il dettaglio tecnico che decide l'aliquota, e che nel fotovoltaico pesa più che altrove: fra sopralluogo, pratiche di connessione e installazione passano settimane, e molti clienti danno per scontato di non farcela. Spesso non è vero, perché vale il criterio di cassa: la spesa si considera sostenuta quando viene dato l'ordine di pagamento, non quando l'impianto entra in funzione.

  • Conta il bonifico, non l'allaccio. Un impianto installato a febbraio 2027 rientra comunque nel 2026 se il pagamento è stato ordinato entro il 31 dicembre 2026.
  • Conta l'ordine, non l'addebito. Un bonifico disposto il 31 dicembre rientra nel 2026 anche se la valuta cade a gennaio.
  • Deve essere un bonifico parlante. Causale con riferimento normativo, codice fiscale di chi detrae, partita IVA dell'installatore. Un bonifico ordinario fa perdere la detrazione, a prescindere dalla data.

Comunicare questi tre punti in fase di preventivo elimina l'obiezione «tanto non fate in tempo entro l'anno», che è la ragione per cui molte trattative di novembre e dicembre slittano a gennaio senza un motivo reale.

Cosa cambia, in pratica, per chi installa

L'ultimo trimestre concentra già le decisioni di chi vuole chiudere entro l'anno. Quest'anno la leva è più forte, ma scade davvero: dopo il 31 dicembre l'argomento va ricostruito su qualunque cosa esca dalla Manovra.

  • Il preventivo deve mostrare tre numeri, non uno. Costo lordo, netto dopo detrazione, e risparmio annuo stimato in bolletta. Un impianto è un investimento: presentarlo come un prezzo è il modo più veloce per farlo confrontare solo sul prezzo.
  • Il parco clienti vale quanto i lead nuovi. Chi ha un impianto senza accumulo è un cliente già acquisito, già convinto della tecnologia, e oggi l'accumulo è agevolato. È la campagna a costo più basso che potete fare.
  • Le campagne vanno accese ora. Nel fotovoltaico fra primo contatto e firma passano settimane: chi parte a dicembre raccoglie a gennaio, quando la leva è scaduta. Ne parliamo nel dettaglio in costo per lead nel fotovoltaico.

Come dirlo al cliente senza fare allarmismo

La scadenza usata come pressione funziona male: nel fotovoltaico il cliente ha già sentito annunciare la fine degli incentivi più volte. Quello che funziona è il confronto sui suoi numeri.

«L'impianto con accumulo è di 14.000 €. Se il bonifico parte entro dicembre, recupera 7.000 € in dieci anni. Con le aliquote previste per il 2027 sarebbero 5.040 €: quasi 2.000 € di differenza, a cui si aggiunge un anno di bollette piene. Le percentuali del prossimo anno non sono ancora decise — potrebbero anche essere prorogate — ma oggi lei sa esattamente quanto rientra.»

Nessuna promessa e nessuna scadenza inventata: il confronto fra una certezza e un'incognita, più un costo che matura ogni mese. È anche l'unica versione che regge la domanda «e se poi lo prorogano?».

Nota. Questo articolo ha finalità informative e commerciali, non sostituisce una consulenza fiscale. Le aliquote 2027 e il massimale 2028 riportati sono quelli previsti dalla normativa vigente a settembre 2026 e possono cambiare con la Legge di Bilancio. Per il caso specifico di un cliente — cumulabilità, pratiche ENEA, connessione in rete — il riferimento resta il suo commercialista.

In sintesi

A legislazione vigente il 2027 porta detrazioni più basse — 36% sull'abitazione principale, 30% sulle altre — e il 2028 dimezza il tetto di spesa. La parola definitiva arriva con la Manovra, e fino ad allora l'unica certezza è quella di chi paga entro il 31 dicembre 2026.

Per un installatore significa un trimestre in cui la leva fiscale è al massimo e, subito dopo, un vuoto da riempire con altro. Se volete arrivare a gennaio con un flusso di sopralluoghi che non dipende dagli incentivi, è il momento di costruirlo: è il lavoro che facciamo sul marketing per installatori fotovoltaici.

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Domande frequenti sul bonus fotovoltaico 2027

A legislazione vigente, per le spese sostenute nel 2027 la detrazione scende al 36% sull'abitazione principale e al 30% sulle altre unità immobiliari. Nel 2026 le stesse spese sono detraibili al 50% e al 36%, con tetto di 96.000 € per unità e recupero in dieci quote annuali. Le percentuali 2027 dipendono però dalla Legge di Bilancio, approvata entro fine dicembre.

Sì. I sistemi di accumulo rientrano nella stessa detrazione dell'impianto fotovoltaico, e l'agevolazione vale anche per batterie installate su impianti già esistenti. È richiesto l'invio della scheda descrittiva all'ENEA. Per gli interventi di ristrutturazione che includono fotovoltaico con accumulo si applica inoltre l'IVA agevolata al 10% invece del 22%.

Vale il criterio di cassa: conta la data dell'ordine di bonifico, non la fine dell'installazione né l'addebito sul conto. Un bonifico parlante ordinato il 31 dicembre 2026 rientra nelle spese 2026 anche se la banca lo addebita a gennaio 2027. Il bonifico deve riportare causale, codice fiscale di chi detrae e partita IVA dell'installatore, altrimenti la detrazione si perde a prescindere dalla data.

A legislazione vigente no: su un impianto da 12.000 € in abitazione principale la detrazione passa da 6.000 € a 4.320 €, cioè 1.680 € in meno. A questo si aggiunge un anno di bollette pagate per intero. Se la Manovra prorogasse le aliquote attuali la differenza si annullerebbe, ma oggi è un'ipotesi e non una certezza.

Il massimale di 96.000 € per unità immobiliare resta confermato per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2027. Dal 2028, a legislazione vigente, scende a 48.000 €. Per impianti di taglia medio-grande con accumulo è un vincolo che va considerato nella pianificazione, non solo l'aliquota.