Conto Termico 3.0: non è finito, è finito per quest'anno
Trentatré giorni per esaurire 900 milioni. Non è un argomento di vendita: è un appuntamento da mettere in calendario.
Risposta in breve
Il Conto Termico è un contributo del GSE per l'efficienza energetica — pompe di calore, solare termico, isolamento, sostituzione di generatori — e non una detrazione: arriva come erogazione e non dipende dalla capienza fiscale del cliente, il che lo rende l'unica strada per chi con la detrazione recupererebbe poco. Ha però una dotazione annuale chiusa, 900 milioni, e nel 2026 è durata trentatré giorni: il GSE ha sospeso le nuove domande il 3 marzo con 1,3 miliardi richiesti in poche ore, riaprendo il 13 aprile solo per interventi già conclusi. Ad agosto risultavano oltre 36.000 domande per circa 1,4 miliardi, con un disavanzo di circa 500 milioni e oltre 22.000 pratiche ancora da esaminare. Il meccanismo è strutturale e viene rifinanziato ogni anno, quindi non scompare: quello che si esaurisce è l'anno. Per un installatore la conseguenza è una sola — il progetto va pronto prima che lo sportello apra, e nel preventivo il contributo va indicato come possibilità, mai come sconto già acquisito.
Nei preventivi di pompe di calore e solare termico il Conto Termico compare spesso come una voce in meno: «e poi c'è il contributo del GSE». Detta così è una promessa, e nel 2026 è stata una promessa difficile da mantenere.
Cos'è davvero, e perché non è una detrazione
Il Conto Termico è un contributo erogato dal GSE, non uno sconto d'imposta. La differenza non è formale e decide a chi conviene proporlo:
- Non dipende dall'IRPEF dovuta. La detrazione vale solo se il cliente ha imposta da cui scalarla; il contributo arriva a prescindere. Per un pensionato con assegno basso è spesso l'unica strada che funziona davvero — il ragionamento completo è in capienza fiscale.
- Arriva come erogazione, non in dieci anni. Per gli importi più contenuti in un'unica soluzione, e non spalmato su un decennio.
- Copre l'efficienza energetica, non la ristrutturazione in generale: pompe di calore, solare termico, isolamento, sostituzione di generatori. Non tutto quello che fate ci rientra.
Cosa è successo nel 2026
La dotazione annuale è di 900 milioni, divisi fra privati e pubblica amministrazione. La cronologia dice il resto:
| Quando | Cosa è successo |
|---|---|
| Apertura del portale | Dotazione 2026: 900 milioni |
| 3 marzo 2026 | Sospensione dopo 33 giorni — 1,3 miliardi richiesti in poche ore |
| 13 aprile 2026 | Riapertura, ma solo in accesso diretto: interventi già conclusi |
| Agosto 2026 | Oltre 36.000 domande, ~1,4 miliardi richiesti, oltre 22.000 pratiche da esaminare |
Il disavanzo è di circa 500 milioni, cioè il 38% delle risorse che servirebbero. Lo ha detto il GSE stesso, in una comunicazione ai richiedenti: nella procedura «assume rilievo determinante la scarsità delle risorse rispetto all'elevato numero di potenziali beneficiari».
Non è finito: è finito per quest'anno
È la distinzione che cambia tutto, e che quasi nessuno fa quando ne parla. Il Conto Termico non è una misura scaduta: è un meccanismo strutturale, con una dotazione che viene rifinanziata ogni anno e che ogni anno si esaurisce.
Il che lo trasforma da argomento fiscale a problema di calendario. Con una finestra che nel 2026 è durata trentatré giorni, chi presenta domanda quando legge la notizia sui giornali è già dietro a chi era pronto da prima. Non vince chi si muove in fretta: vince chi era pronto.
È lo stesso meccanismo che svuota gennaio nei serramenti e che fa perdere l'estate a chi vende fotovoltaico a maggio: la decisione va presa prima della finestra, non dentro. Ne parliamo in stagionalità del fotovoltaico.
Come metterlo in un preventivo senza rimetterci
Il rischio commerciale non è fiscale, è di credibilità. Un cliente a cui è stato promesso il contributo e che poi non lo riceve non dà la colpa al GSE: la dà a voi.
- Il preventivo deve reggere senza. Il contributo va indicato a parte, come eventuale miglioramento, non scalato dal totale. Se l'offerta sta in piedi solo col Conto Termico, non sta in piedi.
- Dite la dotazione, non solo la percentuale. «Copre fino al X» è vero e incompleto; «copre fino al X finché ci sono fondi, e quest'anno sono durati trentatré giorni» è la stessa informazione detta in modo che il cliente possa decidere.
- Preparate la pratica prima. Documentazione, requisiti tecnici e schede prodotto pronti quando lo sportello apre: è l'unica parte del processo che controllate voi.
- Tenete il piano B esplicito. Se il contributo non arriva, il cliente resta con la detrazione — e lì torna a contare la sua capienza.
Cosa aspettarsi dal 2027
Il rifinanziamento per il 2027 è probabile — una dotazione esaurita in trentatré giorni con 1,4 miliardi di domanda è un segnale politico difficile da ignorare — ma l'entità e le regole di accesso non sono ancora note. Si discute di graduatorie per merito e di aperture scaglionate, e tutto si decide con la Legge di Bilancio e i provvedimenti attuativi.
Nel frattempo cambia anche il lato detrazioni: dal 1° gennaio 2027, a legislazione vigente, si scende al 36% sulla prima casa e al 30% sulle altre unità, con l'ipotesi ancora aperta di un ecobonus rafforzato al 65% sul solo perimetro energetico. Gli scenari e i conti sono in bonus fotovoltaico 2027 e in bonus infissi 2027.
In sintesi
Il Conto Termico resta lo strumento giusto per il cliente senza capienza fiscale, e resta un contributo vero. Ma è a sportello, si esaurisce, e nel 2026 è durato poco più di un mese. Trattarlo come uno sconto acquisito è il modo più veloce per trasformare un incentivo in una recensione negativa; trattarlo come una finestra da presidiare lo rende un vantaggio su chi arriva quando i fondi sono già finiti.
Se volete organizzare il lavoro perché quando la finestra si apre siate già pronti, è quello che facciamo sul marketing per installatori fotovoltaici.
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