Incentivi Fiscali8 min di lettura

Conto Termico 3.0: non è finito, è finito per quest'anno

Trentatré giorni per esaurire 900 milioni. Non è un argomento di vendita: è un appuntamento da mettere in calendario.

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Hussem Amor
Co-founder & CEO, Trein Group · Partner HighLevel in Italia · Settembre 2026

Risposta in breve

Il Conto Termico è un contributo del GSE per l'efficienza energetica — pompe di calore, solare termico, isolamento, sostituzione di generatori — e non una detrazione: arriva come erogazione e non dipende dalla capienza fiscale del cliente, il che lo rende l'unica strada per chi con la detrazione recupererebbe poco. Ha però una dotazione annuale chiusa, 900 milioni, e nel 2026 è durata trentatré giorni: il GSE ha sospeso le nuove domande il 3 marzo con 1,3 miliardi richiesti in poche ore, riaprendo il 13 aprile solo per interventi già conclusi. Ad agosto risultavano oltre 36.000 domande per circa 1,4 miliardi, con un disavanzo di circa 500 milioni e oltre 22.000 pratiche ancora da esaminare. Il meccanismo è strutturale e viene rifinanziato ogni anno, quindi non scompare: quello che si esaurisce è l'anno. Per un installatore la conseguenza è una sola — il progetto va pronto prima che lo sportello apra, e nel preventivo il contributo va indicato come possibilità, mai come sconto già acquisito.

Nei preventivi di pompe di calore e solare termico il Conto Termico compare spesso come una voce in meno: «e poi c'è il contributo del GSE». Detta così è una promessa, e nel 2026 è stata una promessa difficile da mantenere.

Cos'è davvero, e perché non è una detrazione

Il Conto Termico è un contributo erogato dal GSE, non uno sconto d'imposta. La differenza non è formale e decide a chi conviene proporlo:

  • Non dipende dall'IRPEF dovuta. La detrazione vale solo se il cliente ha imposta da cui scalarla; il contributo arriva a prescindere. Per un pensionato con assegno basso è spesso l'unica strada che funziona davvero — il ragionamento completo è in capienza fiscale.
  • Arriva come erogazione, non in dieci anni. Per gli importi più contenuti in un'unica soluzione, e non spalmato su un decennio.
  • Copre l'efficienza energetica, non la ristrutturazione in generale: pompe di calore, solare termico, isolamento, sostituzione di generatori. Non tutto quello che fate ci rientra.

Cosa è successo nel 2026

La dotazione annuale è di 900 milioni, divisi fra privati e pubblica amministrazione. La cronologia dice il resto:

QuandoCosa è successo
Apertura del portaleDotazione 2026: 900 milioni
3 marzo 2026Sospensione dopo 33 giorni — 1,3 miliardi richiesti in poche ore
13 aprile 2026Riapertura, ma solo in accesso diretto: interventi già conclusi
Agosto 2026Oltre 36.000 domande, ~1,4 miliardi richiesti, oltre 22.000 pratiche da esaminare

Il disavanzo è di circa 500 milioni, cioè il 38% delle risorse che servirebbero. Lo ha detto il GSE stesso, in una comunicazione ai richiedenti: nella procedura «assume rilievo determinante la scarsità delle risorse rispetto all'elevato numero di potenziali beneficiari».

Non è finito: è finito per quest'anno

È la distinzione che cambia tutto, e che quasi nessuno fa quando ne parla. Il Conto Termico non è una misura scaduta: è un meccanismo strutturale, con una dotazione che viene rifinanziata ogni anno e che ogni anno si esaurisce.

Il che lo trasforma da argomento fiscale a problema di calendario. Con una finestra che nel 2026 è durata trentatré giorni, chi presenta domanda quando legge la notizia sui giornali è già dietro a chi era pronto da prima. Non vince chi si muove in fretta: vince chi era pronto.

È lo stesso meccanismo che svuota gennaio nei serramenti e che fa perdere l'estate a chi vende fotovoltaico a maggio: la decisione va presa prima della finestra, non dentro. Ne parliamo in stagionalità del fotovoltaico.

Come metterlo in un preventivo senza rimetterci

Il rischio commerciale non è fiscale, è di credibilità. Un cliente a cui è stato promesso il contributo e che poi non lo riceve non dà la colpa al GSE: la dà a voi.

  • Il preventivo deve reggere senza. Il contributo va indicato a parte, come eventuale miglioramento, non scalato dal totale. Se l'offerta sta in piedi solo col Conto Termico, non sta in piedi.
  • Dite la dotazione, non solo la percentuale. «Copre fino al X» è vero e incompleto; «copre fino al X finché ci sono fondi, e quest'anno sono durati trentatré giorni» è la stessa informazione detta in modo che il cliente possa decidere.
  • Preparate la pratica prima. Documentazione, requisiti tecnici e schede prodotto pronti quando lo sportello apre: è l'unica parte del processo che controllate voi.
  • Tenete il piano B esplicito. Se il contributo non arriva, il cliente resta con la detrazione — e lì torna a contare la sua capienza.

Cosa aspettarsi dal 2027

Il rifinanziamento per il 2027 è probabile — una dotazione esaurita in trentatré giorni con 1,4 miliardi di domanda è un segnale politico difficile da ignorare — ma l'entità e le regole di accesso non sono ancora note. Si discute di graduatorie per merito e di aperture scaglionate, e tutto si decide con la Legge di Bilancio e i provvedimenti attuativi.

Nel frattempo cambia anche il lato detrazioni: dal 1° gennaio 2027, a legislazione vigente, si scende al 36% sulla prima casa e al 30% sulle altre unità, con l'ipotesi ancora aperta di un ecobonus rafforzato al 65% sul solo perimetro energetico. Gli scenari e i conti sono in bonus fotovoltaico 2027 e in bonus infissi 2027.

In sintesi

Il Conto Termico resta lo strumento giusto per il cliente senza capienza fiscale, e resta un contributo vero. Ma è a sportello, si esaurisce, e nel 2026 è durato poco più di un mese. Trattarlo come uno sconto acquisito è il modo più veloce per trasformare un incentivo in una recensione negativa; trattarlo come una finestra da presidiare lo rende un vantaggio su chi arriva quando i fondi sono già finiti.

Se volete organizzare il lavoro perché quando la finestra si apre siate già pronti, è quello che facciamo sul marketing per installatori fotovoltaici.

Alla prossima apertura sarai pronto o in coda?

In 30 minuti guardiamo come arrivano oggi le tue richieste e cosa serve per averle pronte prima della finestra, invece che dopo.

Domande frequenti sul Conto Termico 3.0

È un contributo erogato dal GSE per interventi di efficienza energetica: pompe di calore, solare termico, isolamento, sostituzione di generatori. Non è una detrazione, quindi non si scala dall'IRPEF in dieci rate ma arriva come erogazione, e per gli importi più bassi in un'unica soluzione. La conseguenza pratica che conta di più: non dipende dalla capienza fiscale del cliente, quindi è l'unica strada per chi con la detrazione recupererebbe poco o niente.

Perché è un incentivo a sportello con una dotazione annuale chiusa, 900 milioni, e la domanda l'ha superata in poche settimane. Il GSE ha sospeso le nuove richieste il 3 marzo 2026, trentatré giorni dopo l'apertura del portale, con 1,3 miliardi di euro richiesti in poche ore. Il portale è stato riaperto il 13 aprile, ma solo in accesso diretto, cioè per interventi già conclusi.

Ad agosto 2026 risultavano oltre 36.000 domande presentate per circa 1,4 miliardi di euro richiesti, a fronte dei 900 milioni disponibili: un disavanzo di circa 500 milioni, cioè il 38% delle risorse necessarie. Oltre 22.000 pratiche erano ancora da esaminare. Lo stesso GSE ha scritto ai richiedenti che nella procedura «assume rilievo determinante la scarsità delle risorse rispetto all'elevato numero di potenziali beneficiari».

Il meccanismo è strutturale e viene rifinanziato ogni anno, quindi non scompare: quello che si esaurisce è la dotazione dell'anno. L'entità del rifinanziamento per il 2027 e le eventuali nuove regole di accesso — graduatorie, aperture scaglionate, priorità — si decidono con la Legge di Bilancio e i provvedimenti attuativi, e oggi non sono note. Prometterlo a un cliente come certezza significa promettere una cosa che non è ancora stata scritta.

Come possibilità, mai come sconto già acquisito. Concretamente: il preventivo deve reggere anche senza il contributo, con il Conto Termico indicato a parte come eventuale miglioramento. E il progetto va preparato prima dell'apertura dello sportello, non dopo: con una dotazione che si esaurisce in poche settimane, chi presenta domanda quando legge la notizia sui giornali è già in coda dietro a chi era pronto.